
Personality
I think to define my self as a "Paris Artist", because i love portraying, drawing and painting. I'm the execelent hypochondriac, paranoid, crazy, very sensible, romantic, dreamer, shy, sweet, affectionate, reserved, comprehensive, complex, solitary. A confidential nature apparently mysterious. A very deep personality, artistically sensitive, romantic and poetic. In certain occasions, insecure of my self. I've got a dual personality in contrast such as Van Gogh, one of my favourite painters. I'm particularly sensitive and very expressive and i try to create an unique and inimitable figure of my self. Original and complex in my interior and exterior lifestyle. I love being with the loved one, and living in my world of tales, losing thoughts into my mind, in contemplation of my dreams.
Interests
I like every expression of Art in general (in particular figurative and traditional arts such as portraits, imaginary drawings and paintings), classic music, enlgish and italian literature, history of art, poetry, philosofy. The Romantic period of art (Sturm und Drag), and impressionist/post impressionist/expressionist/dada/surrealist styles. Medieval time, the XVIII and XIX century, illumism/new classicism and romantic periods, belle epoque, art noveau. Fashion world, hobbies as pubblic graphics, speaking english and more.
The Paris Artist
I want to specify that i'm in a particoular state of experimentation studies and i'm starting to ask me what is the very deep essence of the meaning of Art. I'll need these studies for built piece after piece my symbolic art, wich will contains important contexts such as literature and philosophy. For now, i allow my myself to try every styles that were present in the past and every tendency presents today. I think that the real beauty of Art consists on its symbolic expression, where the esthetic element loses importance, this is my conception of painting. From my part, i condemn every type of hypothetical "arts" that don't have any symbolic components that should reflect us and move us from the rationality of reality; because only Art, literature and philosophy have the essential elements to express our irrationality inside mind.
Music
I really love classic music: Wolfgang "Amadeus" Mozart first of all (since when i was only 13), Chopin, Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Edvin marton. Also Medieval and symphonic melodies wich help me to draw. I listen to a different kinds of music: Marilyn Manson , Deasonika, Placebo, Evanescence, The cure, Rammstein, Alice cooper, In flames, Metallica, Daft Punk, Tristania, Anorexia Nervosa, Xandria, Sentenced, Epica, Sirenia, Avrigus, and others (my principal music). But i'm starting listen to House and Tecno music yet; as David Guetta, Fedde le Grande, etc (new entry).
Books
The picture of Dorian Gray by Oscar Wilde, The letters of Van Gogh and Paul Gauguin, Mistero nella cattedrale by Suzanne Barclay, Guerrino il meschino by Mino Milani, Lo scudo di Talos by Valerio Massimo Manfredi, Maria Teresa by Edgara Ferri, Giovanna d'Arco by Franco Cardini, Il linguaggio dei sogni by Stefano de Camillis, and more.
Films
I like very much film about MEDIEVAL times and fatasy. Tristan and isolde, Robin Hood, King Arthur, AMADEUS, Lo svarione degli anelli, The Crow, Moulin Rouge, The corpse bride, The nightmare before christmas, Sleepy Hollow, Edward shissorhands, Van helsing, Bram stocker's dracula, Interview with the vampire, The others, Romeo+Giulietta, Anastasia, Pulp fiction, Interstate 60, Howl's moving castle , la trilogia della Maledizione della prima luna, The lords of the ring, Blow, Paura e delirio a las vegas, Wasabi, Costantine, The patriot, Barry Lindon, Giovanna d'Arco, Il conte di montecristo, Jane Eyre, La leggenda del pianista sull'oceano, The segret garden, Frankenstein, The little princess, Seven, Il soldato Ryan, Pomodori verdi e fritti alla fermata del tram, America history X, Brian di Nazareth.
Cults
Wolfgang "Amadeus" Mozart, Frederic Chopin, Oscar Wilde, Giacomo Leopardi, John Keats, Giovanni Pascoli, Arthur Schopenhauer, Elisabetta Eugenia Amalia di Wittelsbach (Sissi), Anastasia Nikolaevna Romanova, Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Friedrich Nietzsche, Cristina Trivulzio Belgiojoso, William Turner, Willian Blake, Charles Dikens, Giuseppe Ungaretti, John Constable, Edouard Manet, Claude Monet, Edgar Degas, Pierre Auguste Renoir, Antonio Canova, Francesco Hayez, Van Gogh, Edvard Munch, Toulouse Lautrec, Gustave Calleibotte, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, William Turner, Francisco Goya, Paul Gauguin, Pablo Picasso, Paul Cezanne, Vasilij Vasil'evič Kandinskij, William Shakespeare, Borromini, Botticelli, Caravaggio, Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Marilyn Monroe, Brandon Lee.
*loading* visite
Copyrights ©
Online
Favourites
AngelFallenDown
Elizabetha
Gotica16
ElfenLied
Hellsangel89
Kahila
LadyMorwen
LestatTheVampire
Loftus
Ninieldelusion
Punkyviolet
SweetestDamned
TheDarkKeeper
My liks
DeviantArt
Myspace
Myspace
Fotolog
Netlog
Discalimer
Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Recent Comments
ZenonZatura in Leopardi et Schopenh...
StregaBugiarda in Leopardi et Schopenh...
Category
filosofia e letteratura
┼about love┼
┼about my life┼
┼arte┼
┼citazioni┼
┼eventi importanti┼
┼intrattenimento┼
┼le mie canzoni preferite┼
┼le mie dediche┼
┼medioevo┼
┼miei pensieri e poesie┼
┼posie di autori┼
┼racconti┼
┼riflessioni┼
┼tradizioni┼
┼viaggi┼
Archive
oggi
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
Stickers
metti in questo spazio i tuoi adesivi
Credits
Lacrime Oscure per la grafica e Html
Myspace Stuff per l'immagine
Splinder per l' hosting
Leopardi et Schopenhauer
in ┼intrattenimento┼, ┼riflessioni┼, ┼about my life┼, filosofia e letteratura, ┼arte┼
[Premessa: questo è stato un periodo di riflessione...quindi, ho pensato di esprimere le mie idee riferendomi all'autore che più amo nella letteratura italiana in cocomitanza ad un filosofo tedesco simile per la stessa concezione pessimistica.] L’esistenza umana nel mondo è come un ciclo perpetuo di lotte per la sopravvivenza non solo collettiva ma anche individuale che si ripete di generazione in generazione.

Nel corso della propria vita, l’uomo deve far fronte agli ostacoli e ai dolori che la vita gli presenta; e questo aspetto sta alla base di una concezione di vita tipicamente leopardiana.
Leopardi è un poeta che si caratterizzò per la sua visione pessimistica della vita, sostenendo che il dolore è insito nella natura stessa, in quanto non può essere eliminato definitivamente.
Concordo anche io sul fatto che il dolore sia a tutti gli effetti una realtà integrante della natura e, quindi, irreversibile.
L'esistenza dell’uomo è segnata dalle disgrazie, dalle delusioni, dalle sofferenze, e la felicità non è altro che un intervallo tra un dolore passato e uno prossimo.
Penso anche che l’uomo sia umile come una Ginestra che nasce alle pendici di un vulcano, il quale personifica in sé la forza distruttrice della natura pronta ad immergere nella lava il fiore, distruggendo così tutte le speranze e i sogni umani.
Da questo paragone dell’essere umano come ginestra e della natura come lava, Leopardi propone l’ideale “abbraccio fraterno" come unica soluzione per sopportare meglio il dolore aiutandosi l’uno con l’altro.
Posso approvare pienamente il pensiero leopardiano, ma dal mio punto di vista questo abbraccio ideale tra gli uomini risulta in parte risolutivo e in parte no.
Com’è dunque possibile sopprimere definitivamente il dolore in quanto intrinseco nella natura stessa?
Per rispondere a questa domanda, la mia concezione personale s’ispira al pensiero del filosofo Arthur Schopenhauer, il quale ha saputo dare una soluzione “plausibile” al problema di come liberarsi dal dolore, proponendo varie vie di liberazione come l’arte.
L’arte è un’esperienza estetica che io stessa ho avuto modo di testare personalmente, perché, quando disegno o dipingo, mi sento immersa in un altro mondo ben diverso da quello reale, un mondo dove esistono solo le mie emozioni interne che si concretizzeranno poi in opera compiuta.
Ma basta anche solamente concentrarsi, osservare un’opera che subito l’uomo si dimentica della realtà circostante e del dolore.
Questo estraniarsi dal mondo materiale, per me, coinvolge sia l’artista che lo spettatore incantato nella contemplazione di un’opera, tuttavia ciò risulta solo una liberazione occasionale.
E allora, anche secondo me, al fine di reprimere la sofferenza, l’uomo deve eliminare ogni forma d’egoismo indirizzandosi così verso una concezione di uguaglianza che sia valida per tutti, perché ogni uomo è uguale agli altri per natura, anche se soltanto le esperienze, la società in cui esso vive e l’educazione acquisita costruiscono e forgiano con il tempo il carattere e la personalità, rendendoli degli “individui”.
L’eliminazione dell’egoismo “potrebbe essere” dunque un gradino in più, per liberarsi dal dolore; però, so che questo può non bastare, bisognerebbe andare oltre come aveva sostenuto lo stesso Schopenhauer, fino ad arrivare alla negazione della volontà di vivere, che comporta la continua ricerca di qualcosa che si desidera.
Ad esempio, io trovo difficoltà nell’accontentarmi di ciò che già possiedo perché desidero ancora qualcosa che mi manca, anche se so già che, una volta appagata questa mancanza, si ripresenterà ancora un altro bisogno.
Dunque, cerco di seguire il suo pensiero, dedicando la mia attenzione verso una sola cosa.
Pur concordando che la tesi dell’ascesi sia l’unico modo per sopprimere la volontà, ritengo che essa sia impraticabile nella vita di tutti i giorni; infatti penso che l’unica strada percorribile per l’uomo sia quella dell’arte anche se non elimina definitivamente il dolore se non occasionalmente, in quanto esso risulta intrinseco alla natura stessa.
LaDani
lacrimeoscure at 16:33
commenti (3)
Ich komme zurück aus Berlin
in ┼about my life┼
Berlino
![]()
è semplicemente unica.
davvero meravigliosa dal punto di vista architettonico etc etc.
sono tornata ieri sera.
il clima è pazzescamente freddo per chi non è abituato (stranamente non mi sono beccata nessun mal di gola, io che sono una...discarica umana! meglio così). che dire, ci vivrei anche...ma di quante capitali europe sono innamorata ormai? Vienna, Parigi, Atene, Berlino...mi manca Londra e altri paesi del Nord (no la Spagna non mi ispira...per niente...)
e poi e poi...è una città PULITISSIMA, e lo ripeto all'infinito...vorrei che anche in Italia ci fossero regole rigide per quanto riguarda l'ambiente. invece no, la mia Milano è una spazzatura oscena a confronto (tralasciando Napoli che non oso commentare và).
Prendete d'esempio i tedeschi, che sono mille volte meglio degli italiani, si si.
ps: ecco alcune foto,
ah pardon ma la fotocamera mi segnava 2003 invece dell'anno 2008,
me ne sono accorta tipo ora. damn!
lacrimeoscure at 17:46
commenti (10)
Manutenzione
in
this blog is temporaney under construction
questo blog è temporanemanete sotto costruzione
lacrimeoscure at 18:48
commenti (2)
in ┼intrattenimento┼, ┼about my life┼, ┼arte┼
Post inutile, ma devo pubblicizzarmi online! :3 Ps: nel caso l'immagine non venga visualizzata bene, i likns sono:
gradirei ricevere le vostre opinioni, affinchè possano essermi d'auito per migliorare ancora...
perchè abbiamo tutti sempre molto da imparare...or not?
siete tutti invitati a visitare i miei siti su deviantART e myspace che trovate qui sotto elencanti nell'annuncio pubblicitario da me realizzato
(con l'anteprima di tre miei ritratti preferiti);
entrambi spazi dedicati a ritratti, disegni realizzati manualmente da me in persona.
Vi ringrazio in anticipo per il vostro supporto.
www.lacrimeoscure89.deviantart.com
www.myspace.com/lacrimeoscure
lacrimeoscure at 21:20
commenti (3)
l'arte interiore
in ┼riflessioni┼, ┼about my life┼, ┼arte┼
gli altri li potete trovare nella mia gallery su deviantart (www.lacrimeoscure89.deviantart.com)
è incredibile come cambio idea da un giorno all'altro
no psicologia, no psicoanalisi, no lingue, no beni culturali.
solo e soltanto Accademia di Belle Arti.
già mi vedo che passeggio in piazza Duomo, con i miei ritratti e disegni in mano mentre il vento mi svolazza via i disegni in giro..
già perchè è una passione intensa...come un mio secondo amore per me, l'arte appunto.
c'è chi la disprezza, c'è chi la ritiene una cosa inutile (si c'è anche chi fa il liceo artistico senza nemmeno avere la passione, l'attidudine per il disegno e si iscrive solo per non far nulla, si è così...che deprimento veder gente così...disprezzo), c'è chi la disprezza, e potrei continuare all'infinito...
ora io mi chiedo...sarò negata con le materie scientifiche, ma a cosa mi serve la matematica se è una cosa meccanica e di certo non spontanea come l'arte? con i numeri mica posso espriemere il mio io interioriore...con l'arte si invece, e deve essere una dote innata che si potrà perfezionare col tempo.
e poi anche con le critiche si migliora, sempre se l'attitudine al disegno la si possiede, non la si acquista di certo dal nulla...penso che si nasca già predisposti, quindi una dote "speciale" che puoi scoprire pian piano e perfezionare. o si nasce già predisposti appunto, o niente.
anni di esperienza mi hanno insegnato queste cose. e sottolineo che ho ancora molto da imparare, ho tutta una vita davanti per migliorare ancora, e fino ad ora diciamo che questa passione per la figura umana l'ho coltivata da sola...perchè ho scelto purtroppo l'indirizzo meno adatto per me (e qua mi fermo per non essere ripetitiva). recupererò in Accademia, spero.
i migliori aguri per tutti, e vi raccomando di seguire le vostre aspirazioni.
un saluto.
ps: alcuni miei lavori preferiti...
RITRATTI
lacrimeoscure at 13:48
commenti (14)
Thinking of...
in ┼riflessioni┼, ┼about my life┼
Stavo pensando...in questi giorni...
mi sento apatica. ma non in senso negativo, più che altro di riflessione su tutto quello che mi circonda. come se fossi in stato di pausa dal ritmo vitale. e mi creo il mio cosidetto mondo utopisco. psicologicamente parlando (essì...sarebbe uno dei miei sogni ottenere la laura di psicologia+psicoanalisi/medicina) tendo a mescolarmi nella realtà reale e quella da me inventata. il mio mondo utopisco racchiude tutti i miei sogni, le mie speranze, i miei desideri...e spesso esso si scontra il crudel mondo reale. l'impatto dello scontro, ti lascia senza respiro, emani come degli "urli soffocati". eppure mi piace perdermi nella completa idealizzazione del mio mondo dove tutto è perfetto, o forse è solo masochismo. l'unica cosa da fare è vivere il presente, lasciandosi il tormentoso passato alle spalle e all'ansioso futuro. proprio per capire cosa spinge il mio inconscio a tutto questo, vorrei prima psicoalizzare me stessa...studiando il perchè dei comportamenti psichici umani, quel che è il pane della psicologia. e poi, ascoltando anche le altre persone, mi sento bene a giustificar le loro azioni e dir loro come fare per rimettersi a posto. però mi accorgo che comunque sto bene con certe persone, anche se sono poche, e ringrazio loro di cuore :hearth:
[Scolasticamente parlando...ho deciso che il mio progetto del calendario che devo realizzare per progettazione grafica, sarà a tema dei ritratti del volto umano. soggetti? Nicole Kidman, Brian Molko (I LOVE HIM), Vibeke Stene, aaand...Kate Moss. Vorrei aproffittarne per migliorare la mia "abilità nel disegno"...perchè adoro le espressioni del volto...e mi pento amaramente di non aver scelto l'indirizzo figurativo del mio liceo, bensì ho scelto il grafico....ah rimpianti]
E ripenso ancora...la bellezza ideale non esiste, non serve a nulla. la nostra ignorante società richiede di gran massa (che io definisco come un insieme di ignoranti che io direi...ma perchè no, analfabeti dello spirito umano) una fukin' beauty ideale. "vogliamo una donna che ha i capelli così, gli occhi chiari, che abbia questa taglia di vita e di seno e bla bla bla" come esempio. ma non hanno capito che la bellezza dell'uomo è tutt'altra cosa?? ci si innamora per il carattere di una persona, per il suo modo di eprimersi, per il suo modo di vedere le cose, il suo modo di affrontare gli ostacoli...della sua personalità interiore, delle sue qualità accettando anche i difetti, che si sa ci sono sempre. proprio per questo siamo imperfetti. vorrei poter vedere una società che apprezzasse di più i valori interiori di una persona, e non l'aspetto fisico. e l'atteggiarsi per il proprio fisico e come si suol dire "menarsela" non fa di certo bella una persona. com'è che si diceva? ah si...l'abito non fa il monaco.
Dal modo in cui mi accorgo di questa realtà, ahime orribile, io per la massa collettiva sarei un gressino che cammina, senza curve e blablabla. sapete quanto me ne frega? niente. potrebbero continuare a parlare all'infinito, ma io so che dentro ci sono ben altre miliardi di qualità interiori che superano di gran numero il fisico.
giudicare una persona solo per l'aspetto fisico è...un insulto alla natura.
ps: grazie dui.
lacrimeoscure at 14:43
commenti (8)
in ┼riflessioni┼, ┼about my life┼, ┼medioevo┼
Sono trascorsi dei mesi dal mio ultimo post pubblicato qui...ebbene sì, ho pensato di mettere un pò di ordine su questo blog abbandonato a se stesso. Comincerei dal cambiare grafica, in questi mesi penso di essere cambiata in fatto di gusti estetici, per interessi riscoperti, e così via. Si, ho passato delle bellissime vacanze al mare, in dolce compagnia. Ho scoperto di sentir una nuova vocazione: psicologia\psicoanalisi (mia madre laureata in lettere e psicologia mi sarà d'aiuto) ma anche per tutt'altro...indirizzo altre mie passioni anche per il mondo della storia, della letteratura, della storia dell'arte...ma più che altro per la storia in generale del medioevo. Molti giochi ambientati in quel periodo storico mi fanno tornare secoli indietro (vedi OBLIVION, the elder scrolls IV); oppure mi lascio abbandonare nella lettura di libri che narrano storie ambientate nel contesto storico che più mi appassiona, leggendo leggende, guardando film etc. E decisamente, se esistesse una macchina del tempo, sarebbe sotto il mio possesso.

L' ultimo libro che ho letto: Mistero nella cattedrale, di Suzanne Barclay...lo consiglio per chi è appassionato di gialli e allo stesso tempo del romanticismo.
lacrimeoscure at 13:53
commenti (21)
in ┼intrattenimento┼, ┼about my life┼, ┼arte┼
Lacrime Oscure on DeviantART E già da qualche mese che ho aperto una gallery su deviantART...dove posto i miei disegni, mie foto, photo mainipulation et simili!! visitatela cliccando qui sotto: www.lacrimeoscure89.deviantart.com accetto le vostre opinioni molto volentieri ^^ grazie!
lacrimeoscure at 11:21
commenti (37)
di Mollie Hardwick (*)
Ogni qual volta un membro di una famiglia reale scompare, presumibilmente assassinato, in circostanze misteriose, c'è sempre qualcuno - spesso più di uno - che dichiara di essere lo scomparso. Tuttavia non sono mai state tante le persone, come nel caso dei Romanov, che hanno asserito di appartenere alla famiglia imperiale russa, che si suppone sia stata trucidata dalle guardie bolsceviche nel luglio 1918, dopo la rivoluzione d'ottobre e lo scoppio della guerra civile.
I Romanov, lo zar Nicola II e la sua famiglia, erano felici e molto uniti e sembravano molto più inglesi che russi quanto all'aspetto e alle abitudini. Nicola, infatti, era il nipote della regina Alessandra, moglie del re Edoardo VII, e assomigliava talmente al cugino, re Giorgio V, che si sarebbero potuti credere gemelli. La zarina Alessandra era la nipote della regina Vitttoria, essendo sua madre la principessa Alice d'Assia. Avevano cinque figli: Olga, Tatiana, Maria, Anastasia e lo zarevič Alessio, un ragazzo di quattordici anni che soffriva di una malattia ereditaria, l'emofilia. La figlia maggiore Olga aveva ventitré anni, la minore, Anastasia, diciassette.
Nell'aprile del 1918, i bolschevichi portarono la famiglia imperiale nella città mineraria di Ekaterinburg, sugli Urali, nella villa di un mercante di nome Ipatiev che era stata trasformata in una prigione. In precedenza, la loro carcerazione era stata poco più che un arresto domiciliare; ma ora si trovavano sottoposti a un trattamento duro e ingiurioso da parte di guardie ubriache che si divertivano a umiliarli. In luglio, queste ultime vennero sostituite dalla Ceka, la
polizia segreta. Le forze lealiste, al comando dell'ammiraglio Kolčak, si stavano avvicinando rapidamente a Ekaterinenburg e cià significò la condanna a morte dei Romanov.

Lavorando svelti alla luce delle lanterne, gli uomini della Ceka avvolsero i corpi in lenzuoli e li caricarono su un carro in attesa. Dopo averli portati a un pozzo minerario abbandonato chiamato i "Quattro Fratelli", li smembrarono e li bruciarono in un falò cosparso di benzina; le ossa rimaste vennero dissolte nell'acido solforico e le ceneri e i resti vennero gettati nel pozzo minerario.
Questi furono i risultati delle ricerche di Nikolas Sokolov, un investigatore al servizio del governo bianco della Siberia, nel gennaio 1919. Le informazioni che aveva ricavato dalle testimonianze erano meno impressionanti delle mute prove trovate nella miniera: centinaia di frammenti e di oggetti, tra cui due fibbile della cintura, una croce di smeraldi, una croce di zaffiri e diamanti, un orecchino di perle che la zarina portava sempre, tre icone, sei paia di corsetti da donna e il piccolo corpo mutilato dello spaniel di Tatiana, Jemmy. Questi macabri ritrovamenti, insieme con la stanza del seminterrato cosparsa di sangue, erano prove sufficienti per essere sicuri che la famiglia imperiale e i domestici fossero stati assassinati.
La stanza macchiata di sangue in cui lo zar e la famiglia furono trucidati
Eppure, qualche tempo dopo iniziarono a presentarsi dei sedicenti Romanov, ognuno dei quali dichiarava di essere riuscito a salvarsi dal massacro; saltarono fuori uno o due zar, diversi zarevič, una Tatiana e una Maria... e colei che ha provocato più discussioni di qualsiasi altra: Anastasia.
C'erano stati non meno di quindici casi di donne che avevano rivendicato di essere la più giovane delle figlie dello zar. Tutti questi casi si sono dimostrati un'impostura, tranne uno in cui la pretendente, meglio nota come Anna Anderson, è stata al centro di una controversia che durò per più di mezzo secolo.
La storia inizia a Berlino, la sera del 27 febbraio 1920, quando una giovane donna cercò di togliersi la vita buttandosi nel canale Landwehr. Fu salvata da un sergente di polizia e portata all'ospedale. Dall'aspetto sembrava avere circa vent'anni, non aveva documenti di nessun genere e si rifiutava di rispondere a qualsiasi domanda su di lei o sui motivi che la avevano spinta al tentativo di suicidio. Trasferita alla casa di ricovero Dalldorf con "disturbi mentali di carattere depressivo", venne chiamata "Fraülein Unbekannt", la Signorina Sconosciuta. Aveva il corpo ricoperto di cicatricie sembrava terrorizzata da qualsiasi tipo di identificazione, perfino da una fotografia. Gli esami ai raggi-X misero in evidenza che le ossa della mascella superiore avevano subìto un colpo. Parlava il tedesco, con accento straniero.
Una paziente dello stesso reparto, Clara Peuthert, era sicura di riconoscere in Fraülein Unbekannt una Romanov e, una volta dimessa, informò i fuoriusciti russi di Berlino della sua scoperta. Uno di essi, il barone von Kleist, si convinse della verità di tali dichiarazioni e, nel maggio 1922, prese Fraülein Unbekann sotto la sua protezione. Nell'appartamento al quarto piano di Nettelbeckstrasse 9 la giovane donna divenne il centro dell'attenzione, circondata da un continuo andirivieni di curiosi, adulata, squadrata, tormentata da domande. Alcuni fuoriusciti dissero di aver riconosciuto immediatamente Anastasia, altri affermarono di non ravvisare la minima rassomiglianza.
Il 22 giugno 1922, il barone von Kleist e sua moglie diedero un ricevimento. Ma l'impegno si dimostrò troppo forte per la loro ospite, che ebbe un collasso nervoso, tanto grave che fu necessario somministrarle della morfina. Sotto l'influenza della droga, il silenzio finalmente si ruppe. In modo sconnesso, per un periodo di alcuni mesi, la ragazza raccontò la sua storia, a frammenti, e a volte addirittura in maniera incontrollata, anche se il barone von Kleist, in un secondo momento, riuscì a dare al racconto una certa parvenza di coerenza.
Quella sera di luglio, con la sua famiglia, aveva seguito i soldati dell'Armata Rossa nello scantinato di villa Ipatiev. Ricordava i colpi di pistola: suo padre era morto per primo, il corpo di sua sorella Tatiana era caduto su di lei, proteggendola dai proiettili. Poi aveva udito un violento colpo alla testa ed era svenuta. Poi ricordava di essersi ritrovata sdraiata su un carro agricolo, ferita gravemente alla testa e al corpo, in un viaggio durato settimane, forse mesi. Era stata salvata da una famiglia di nome Čajkovskij, in cui si parlava il russo e il polacco. Aleksandr Čajkovskij con molta probabilità apparteneva alle Guardie Rosse di Ekaterinburg, in quanto le aveva detto di aver trovato uno dei corpi - lei stessa - ancora viva e di averla condotta alla fattoria.
Anastasia Romanov
Poi l'avevano portata a Bucarest: e questa parte della sua storia venne in seguito confermata dal tenente colonnello Hassenstein, ufficiale di comunicazione di un ponte che alcuni contadini volevano attraversare con un carro; gli fu detto che nel carro c'era la figlia minore dello Zar, Anastasia.
A Bucarest, dove si fermarono un anno, i Čajkovskij vissero vendendo i gioielli che Anastasia, come le sue sorelle, portava cuciti nei suoi abiti: diamanti, una lunga collana di perle e altre pietre preziose. Nel 1927, dopo che la storia di Anastasia era stata resa nota, un testimone confermò di aver visto portare in gioielleria una preziosissima collana di perle proveniente dalla Russia; la sua descrizione del presunto venditore corrispondeva a quella di Aleksandr Čajkovskij.
Nel 1919 Anastasia diede a Čajkovskij un figlio, e in seguito lo sposò. Ma poco dopo Aleksandr venne ucciso dai bolscevichi. Il bambino le era stato portato via e lei era partita, eludendo la sorveglianza della polizia e dei soldati, per la Germania, un Paese che aveva visitato da bambina. A Berlino il suo compagno di viaggio, Sergei Čajkovskij, scomparve. Sola, presa dalla disperazione, si era gettata nelle buie acque di un canale.
Questo è tutto quello che avrebbe raccontato. Il tormento continuo cui era sottoposta la irritava e la deprimeva. Si rifiutava di parlare il russo, lingua che apparentemente collegava con l'orrore di villa Ipatiev. Con i von Kleist era infelice e, dopo l'agosto del 1922, continuò a trasferirsi dalla casa di un fuoriuscito all'altro. Nel gennaio 1924, l'ispettore di polizia Grünberg le offrì ospitalità nella sua casa di campagna a Funkenmühle. Ansioso di conoscere la verità sulla sua identità, Grünberg convinse la principessa Irene di Prussia, sorella della zarina, a incontrarla, sotto falso nome. Se Anna (come veniva adesso chiamata la ragazza) avesse riconosciuto la visitatrice, sarebbe stata una prova in suo favore.
La donna che asseriva di essere Anastasia,
fotografata in ospedale a Berlino (1920)
Scene simili si ripeterono molte volte negli anni a venire. L'orgoglio ostinato di Anna, unito al suo rifiuto di rispondere alle domande e al suo comportamento stravagante, finì col costarle l'appoggio di molti possibili sostenitori. I suoi oppositori vedevano nella sua strana condotta una prova della falsità della sua pretesa identità. Inoltre, il suo rifiuto di parlare il russo deponeva fortemente a suo sfavore, dato che la granduchessa Anastasia era una eccellente poliglotta, che parlava un fluente inglese (la lingua usata dalla famiglia imperiale) e aveva una buona padronanza del francese e del tedesco.
Il tutore dello zarevič, Pierre Gilliard, che aveva condiviso la prigionia con la famiglia andò a trovare Anna insieme con sua moglie, che era stata la nutrice di Anastasia. La visita fu inconcludente, ma un incontro tra la granduchessa Olga e la sua supposta nipote diede migliori risultati. Tuttavia, la granduchessa, con rammarico, non potè affermare di aver riconosciuto definitivamente Anna, anche se ammise che il caso presentava molti aspetti notevoli.
Anastasia Romanov
Il resto della vita di Anna fu un avvicendarsi di conferme e smentite, di prove contrastanti e di dispute a proposito della cosiddetta "fortuna dei Romanov", che, nel caso fosse stata rinvenuta, sarebbe dovuta essere divisa tra i parenti dello zar. Nel febbraio 1928 Anna si imbarcè per l'America, dove trascorse qualche tempo insieme con la principessa Xenia di Russia, seconda cugina di Anastasia. Ora si faceva chiamare Mrs Anna Anderson. Ma in seguito l'atteggiamento della principessa verso la sua ospite cambiò; e ancora una volta, la rottura sembra essere stata determinata dal denaro. Nel 1938 ebbe inizio una battaglia legale, destinata a diventare la causa più lunga del mondo, quando Anna chiese la cancellazione della decisione, da parte della corte di Berlino, secondo cui l'intera famiglia imperiale era morta, e che quindi le proprietà dello zar in Germania dovevano passare ai suoi eredi di secondo grado.
Dopo la seconda guerra mondiale la storia di Anna, che viveva in una baracca militare nella Foresta Nera, divenne di dominio pubblico attraverso libri e film. Nel 1968 la Anderson sposò, in America, un professore di storia, John Manahan. Nel 1970, le udienze, i rinvii e gli appelli della battaglia legale finirono: la Corte Suprema della Germania Occidentale aveva respinto l'istanza di Anna per il riconoscimento, cinquant'anni giusti dopo che era stata tratta, in stato di incoscienza, da un canale di Berlino. Morì nel 1984, all'età di ottantatré anni.
Forse la cosa più strana riguardo al mistero dell'identità di Anna, storia già abbastanza strana in sé, è che non ci sono prove concrete ed effettive che la famiglia imperiale sia stata trucidata in massa a villa Ipatiev. C'è la probabilità, questo sì, dal momento che, nonostante si siano spesso fatti avanti presunti Romanov scampati all'eccidio, non è mai emersa la certezza che si trattasse davvero di membri della famiglia imperiale. Non si trovarono mai dei testimoni attendibili.
Solo una persona, un bolscevico fatto prigioniero, firmò sotto tortura una dichiarazione stilata dai Bianchi secondo la quale avrebbe visto i corpi dello zar e della sua famiglia stesi per terra in una pozza di sangue nello scantinato di villa Ipatiev. Poco dopo, il testimone morì di tifo... o probabilmente per torture eccessive. Nella miniera dei "Quattro Fratelli" non furono trovati resti riconoscibili umani: una scatola che si diceva contenesse una parte dei macabri ritrovamenti fece il giro di parenti e investigatori, ma non venne mai esaminata in modo soddisfacente e alla fine sparì senza lasciar traccia, così come fecero due delle tre copie della testimonianza estorta da Sokolov nel 1919. La terza copia, quando saltò fuori, fece sorgere strani dubbi sull'intera indagine, in quanto suggeriva che i risultati avessero delle motivazioni politiche, senza molti riguardi per la volontà effettiva. I russi bianchi avevano bisogno di qualche prova che i Romanov fossero stati massacrati, per diffamare la reputazione dei bolscevichi.
A quanto pare, Sokolov non si prese la briga in indagare sulle voci che la granduchessa Anastasia fosse sopravvissuta alla strage. Nel 1938 Franz Svoboda, che nel 1918 era stato un prigioniero di guerra austriaco, dichiarò sotto giuramento che tra i corpi che vennero caricati dopo il massacro, ce n'era uno - di una ragazza - ancora vivo. Lui e un compagno l'avrebbero salvata e portata in una casa nei pressi. E la notizia di questa fuga ebbe una tale divulgazione che la Čeka fece affiggere in tutta Ekaterinburg degli avvisi denunciando che alcuni uomni appartenenti al plotone d'esecuzione si erano comportati insubordinatamente e avevano rapito membri femminili della famiglia, portando via anche gli oggetti preziosi. Questi "oggetti preziosi" erano i gioielli che l'imperatrice e le sue figlie avevano fatto cucire nelle fodere degli abiti. La Čeka fu tanto allarmata da questa notizia da istituire un gruppo di investigatori affinché perquisisse case e treni. Con così tanto fumo, è possibile che ci sia stato senz'altro del fuoco.
Il comandante Jurovskij ordina alla Guardia rossa di non intervenire se, nel corso della notte, avesse udito degli spari.
Ore 24:00
Il comandante Jurovskij ordina di svegliare tutta la famiglia, medico di corte e servitù compresi. Tutti si alzano e si vestono velocemente.
Ore 01:00
Undici persone escono dalle proprie camere, al piano superiore della casa. Scendono le scale. Sono calme, nessun presentimento le turba. Nicola II ha il figlio Alessio tra le braccia.
Tutti entrano in una stanza che si trova in cantina. Alcuni hanno con sé un cuscino, la cameriera ne porta due. Credono di dover essere trasferiti in un’altra casa.
Ma i revolver sono già stati consegnati da Jurovskij nelle mani di sette lettoni, presenti nella stanza. In tutto sono stati distribuiti undici revolver.
Il comandante ordina di restare in fila. Poi dice ai Romanov che il comitato esecutivo degli Urali aveva deciso di fucilarli.
Nicola guarda la sua famiglia.
Il comandante ordina alla squadra di prepararsi.
Grida, parole sconnesse: il tempo di capire.
Viene aperto il fuoco, il tutto dura due o tre minuti. Nicola viene ucciso per primo dallo stesso comandante. Muoiono subito la zarina Alessandra Fedorovna, la figlia Maria, il cameriere, il cuoco, la dama di compagnia.
Il dottor Boklin, il piccolo Alessio, Tatiana, Olga e Anastasia sono ancora vivi.
Vengono finiti a colpi di baionetta. Quando tentano di trafiggere una delle ragazze, la baionetta non riesce a perforare il corpetto: è pieno di diamanti cuciti all’interno. La procedura dura altri venti minuti.
Poi cominciano a portare fuori i cadaveri e li sistemano su un furgone traballante, coperti con teli: il sangue non deve colare.
Ore 03:00
Una miniera abbandonata. Qui spogliano completamente Tatiana, Olga e Anastasia. Scuciono i diamanti dai corpetti.
Chi si azzarderà a rubare verrà fucilato all’istante.
Ore 05:00
Albeggia.
I cadaveri devono essere eliminati. Tagliati a pezzi.
Acido solforico.
Benzina: i corpi vengono dati alle fiamme.
Sono le 07:00 del 16 luglio 1918.
Berlino, 17 febbraio 1920
La donna è priva di documenti e in grave stato confusionale. Ha il corpo coperto di cicatrici.
Qualcuno rimane colpito dalla sua somiglianza con i Romanov, ma passerà un anno prima che la sconosciuta affermi di essere la granduchessa Anastasia, scampata all’eccidio di Ekaterinenburg. Un neo bruciato sulla spalla, una deformità evidente all’alluce, un dito imperfetto della mano sinistra sembrano confermare.
Racconta i particolari della sua fuga, ricorda la confusione generale, la paura, il sangue. Ma viene presa per pazza e ricoverata per due anni in un manicomio.
Va poi a vivere in una baracca, nella Foresta Nera. Si fa chiamare Anna Anderson.
E inizia un’interminabile battaglia, che coinvolgerà magistrati, Romanov in esilio e testimoni delle ultime vicende alla corte di Russia, perché venga ufficialmente riconosciuto che lei è davvero Anastasia Romanov.
Alcuni, come il marito, lo storico John Manahan, sposato nel 1969, le credono ciecamente. Altri l’accusano di essere una truffatrice.
Anna Anderson muore a Charlottesville, in Virginia. Ha 83 anni.
Viene reso pubblico il ritrovamento dei corpi dei Romanov, sepolti per oltre settant’anni in un gelido bosco nei pressi di Ekaterinenburg, in una fossa comune. Vengono riesumati nel 1991. Nove scheletri: quattro appartenenti alla servitù dei Romanov, cinque a membri della famiglia imperiale. All’appello mancano due corpi. Spariti nel nulla.
Con esequie di Stato, alla presenza del presidente Boris Eltsin, i resti della famiglia imperiale vengono sepolti a San Pietroburgo, nella cattedrale di San Pietro e Paolo.

Nel 1994 il test del DNA sembra escludere una qualsiasi parentela di Anna Anderson con i Romanov. Ma il caso non è chiuso: nonostante tutto, studiosi ed esperti continuano a scavare nella vita della presunta granduchessa, alla ricerca di qualche elemento in grado di risolvere uno dei più grandi misteri della storia contemporanea.
lacrimeoscure at 11:46
commenti (6)
in ┼le mie canzoni preferite┼, ┼riflessioni┼
Joy Division: Love Will Tear Us Apart
*** ***
When the routine bite hard
and ambitions are low
and the resentment rides high
but emotions won't grow
and we're changing our ways,
taking different roads
then love,love will tear us apart again
why is the dadroom so cold
turned away on your side?
is my timing that flawed,
our respect run so dry?
yet there's still this appeal
that we've kept trought our lives
love,love will tear us apart again
do you cry out in your sleep
all my failings exposed?
get a taste in my mouth
as desperations takes hold
is it something so good
just can't function no more?
when love,love will tear us apart again.
E' un testo bellissimo...commuovente. posso dire di essere cresciuta con il rispetto verso i sentimenti, forse mi sono fatta troppi film da piccola. il romanticismo è una forma d'espressione che ispira la mia poesia, i miei pensieri...ovviamente prefresisco dosare questo "dessert", senza esagerare...perchè altrimenti diventerebbe troppo sdolcinato. mi piace l'amore come è raccontato nei romanzi, specialmente medioevali o settecenteschi...dove era ritenuto come un sentimento cortese, gentile e garbato. oggi ho voglia di scrivere, magari butto giù qualche poesia ritmata...o un disegno, meglio ancora, ma di tempo ne ho poco ahime...
lacrimeoscure at 21:35
commenti (30)